poesia

Tilt

Stanca, delusa, sospesa.

Fuori la natura fa il suo corso,
percorre la sua strada senza curarsi di me.
Colori, profumi, cinguettii, tepori e brezze esistono ma non per me.

Sono sfiancata dall’assenza di spiragli, ombre opprimenti mi isolano.

Questo gioco è troppo grande e assassino.

Il creato implacabile, mutevole, si svolge su sentieri diversi dai miei.

Il mio nulla colmo di muri e cappe asfissianti tocca e fa male anche alla mia piccola che si nasconde dietro al suo innocente sorriso restando sola e ferma su fragili listelli scricchiolanti.

Il cane ed il gatto si rincorrono per sfuggire all’oppressione palpabile a creature tanto sensibili.

So cosa fare anche in mezzo a mille pensieri ma non ho la forza per farlo.

Resto ferma anche io sconfitta e senza ripromettermi nulla, senza riscatto, in quella che sta diventando la mia natura che non riconosco.

Il mio affetto piu caro osserva muto e scrive per me di un amore sospeso in un altro più grande.

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Oracolo

Conosci te stesso diceva l’oracolo.
E come faccio se devo sempre correre?
Correre per procurami denaro per pagare, pagare e sopravvivere?
Dormo male, mangio male, vivo male,
solo in mezzo alla gente.
Gli anni passano, ho urgenza di conoscere ma restano solo piccoli spazi e tanto dolore.
La sofferenza è il mio maestro che distrugge i miei muri.
Vorrei volare sopra al mio mondo per raggiungere quello vero.
La bellezza m’incanta, la tenerezza mi commuove, gli abbracci mi fanno bene. Ma ho tempi diversi, vorrei rallentare… Sono condannato a correre, ad avere successo, a vincere per sopravvivere.
Se fossi solo, se non recassi dolore, sofferenza, stupore e fame mi lascerei vivere secondo me stesso, cercando la mia sintonia.
Sarà questo conoscere?
Mi basta questo per dissetarmi?
Mi disseterà tutto questo o devo agire, pensare solo a me stesso per ritrovarmi?
Attimi, solo attimi mi mostrano l’infinito attimo, la quiete, la pace, la gioia.
Non ho tempo per pregare e pure lo faccio costantemente in mezzo alle mie bestemmie, tra i miei demoni e la mia luce.
Sono padre, sono figlio, capofamiglia, punto di riferimento per molti in molti luoghi, ma vorrei solo stare immobile.

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Mattino

magia del mattino presto
esclusività,
mente limpida,
fresca cortesia.

mi sembra di scoprire
una preghiera
da sussurrare
nel tempio dei primi raggi di sole

anche il vecchio albero
gioisce per la carezza
della prima luce

tutto è in divenire
nuovo che avanza

aprire gli occhi
abbracciarsi
stendere le braccia
per fondersi.

la terra è come me,
riceve e dà.

tutti spettatori e protagonisti
in scena nello stesso momento.

il volo in me
tra gli stormi
nel cielo paterno.

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Strada

oggi attraverso molti inverni,
scorro nel paesaggio,
supero e vengo superato
da chi potrei essere io
nei miei passati viaggi,
con età e pensieri lontani
ignorando gli altri cuori,
gli sguardi, le esistenze.
viaggio umile qui,
sarebbe lo stesso in altri luoghi
con altri colori e altre lingue.
Questo fiume scorre lento come me,
spesso è qui vicino a me,
sempre lo stesso
e sempre diverso in ogni tratto,
in ogni istante.

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Persa

Tutto scorre veloce,
ma non per me…
…esito,
subisco,
fuori luogo,
esile e sola in silenzio,
in mezzo al rumore dell’armonia degli altri.
Ancora fuori luogo,
non riconosco nessuno
nessuno mi riconosce,
mi guarda,
mi sente.
sono sola io?
inadeguata?
guardo da un’altra dimensione
ecco la mia solitudine
qui c’è tanto spazio
da ogni lato
qui c’è silenzio
che sento sulla pelle e nel cuore
c’è pace che mi sembra orrore
è la parte migliore di me
che cerca la tua

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Attimi

Cerco il viso del monello che vive accanto,
m’aspetta tutte le sera per guardarmi sparire nella mia porta.

Scorgo i fiorellini che spuntano tra l’arenaria e l’asfalto uscendo in strada,
i sorrisi dei vecchi che si meravigliano fermandosi negli occhi grandi dei piccoli.

Osservo i vetri appannati e le gocce che cadono lente tra luci sfocate e movimenti di macchine e uomini.

Compro il pane sorridendo e raccolgo le briciole in compagnia.
Con le finestre alle spalle guardo il volto illuminato del mio amore e la bellezza mi scricchiola dentro.

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