poesia

Oracolo

Conosci te stesso diceva l’oracolo.
E come faccio se devo sempre correre?
Correre per procurami denaro per pagare, pagare e sopravvivere?
Dormo male, mangio male, vivo male,
solo in mezzo alla gente.
Gli anni passano, ho urgenza di conoscere ma restano solo piccoli spazi e tanto dolore.
La sofferenza è il mio maestro che distrugge i miei muri.
Vorrei volare sopra al mio mondo per raggiungere quello vero.
La bellezza m’incanta, la tenerezza mi commuove, gli abbracci mi fanno bene. Ma ho tempi diversi, vorrei rallentare… Sono condannato a correre, ad avere successo, a vincere per sopravvivere.
Se fossi solo, se non recassi dolore, sofferenza, stupore e fame mi lascerei vivere secondo me stesso, cercando la mia sintonia.
Sarà questo conoscere?
Mi basta questo per dissetarmi?
Mi disseterà tutto questo o devo agire, pensare solo a me stesso per ritrovarmi?
Attimi, solo attimi mi mostrano l’infinito attimo, la quiete, la pace, la gioia.
Non ho tempo per pregare e pure lo faccio costantemente in mezzo alle mie bestemmie, tra i miei demoni e la mia luce.
Sono padre, sono figlio, capofamiglia, punto di riferimento per molti in molti luoghi, ma vorrei solo stare immobile.

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