poesia

Sempre Ora

Fu proprio in quel momento che decise di scrivere il suo libro, di esprimere su carta la somma di tutti i suoi pensieri, di provare quell’esercizio che gli era sembrato troppo grande per lui. Il libro descriveva il tortuoso cammino interiore dell’autore alla scoperta della propria essenza, la storia era semplice e meravigliosa. Descriveva un fenomeno strano che aveva fatto impazzire numerose famiglie in tutto il mondo, la sua storia racconta che all’improvviso sulla terra iniziarono a nascere dei bambini che rifiutavano l’insegnamento e l’imposizione di tutti quelli che avevano trovato sulla terra. i nuovi nati riufiatavano i concetti basilari, quelli che penetrano all’interno di tutti noi e che ci fanno vivere una vita assai piatta, perpetuando l’ignoranza e le brutture che inconsciamente ci ostiniamo a vivere.

Questi nuovi esseri vivevano ogni istante profondamente, il tempo e lo spazio dentro e fuori di loro era dilatato. Erano come noi ma completamente nuovi in ogni momento, non si preoccupavano che di loro stessi, ognuno concentrato unicamente sul proprio universo che però non escludeva tutto quello che li circondava.

Dopo pochi anni il nuovo modo di vivere, il nuovo messaggio e la gioia che questi nuovi nati esprimevano cominciò ad interessare anche “gli altri” quelli “normali” che cominciarono ad adottare ed a far propria quell’essenza che più veniva praticata e più penetrava dentro di loro divenendo primaria, naturale, innata anche dentro i “normali”.

In pochi anni tanti e tanti vecchi umani aprirono gli occhi, spontaneamente si chiusero le fabbriche, le attività scientifiche e mediche che un giorno si credeva potessero aiutarci a vivere meglio ed a garantire la vita sul pianeta terra, nei primi momenti qualche network annunciava l’ennesima chiusura di una grande fabbrica come di un nuovo grande miracolo accaduto, si raccontava di persone che si guardavano negli occhi per la prima volta e che tornavano alla propria vita, si riappropriavano della propria esistenza, ognuno riusciva a percepire il nuovo e quei residui di vecchio che permanevano nelle loro coscenza li faceva sorridere dolcemente. Si commuovevano nel ricordare le loro esistenze passate, la loro vecchia vita li inteneriva facendoli lacrimare. Anche le chiese, I templi, le moschee e tutti i luoghi di culto si svuotavano giorno dopo giorno.

Tutti i vecchi conflitti, le grandi problematiche che da sempre affligevano l’umanità, le accuse reciproche, la corruzione, la paura, l’inquetudine, la precarietà andavano sparendo dalla faccia della terra, la fame nel mondo non veniva più discussa ma semplicemente risolta, tutto era pieno, traboccante di vita, colmo di gioia, anche il sesso sparì e nessuno se ne accorse.

In pochi decenni il mondo si spopolò e quando rimase l’ultimo uomo sulla faccia della terra non si accorse nemmeno che era rimasto solo, quando arrivò il momento della sua morte, chiuse gli occhi e si lasciò andare.

Sulla terra il sole continuò a sorgere ed a tramontare, i venti soffiavano e le acque fluivano, gli uccelli cantavano e si rincorrevano nei cieli. Nuovamente tutto scorreva con armonia e senza tempo. La vita che aveva condotto l’uomo sulla terra negli ultimi anni aveva consentito alla permanente natura terrestre di esprimersi senza essere soffocata. Sulla terra regnava una pace ed una dolcezza di colori e di profumi che faceva fermare anche gli animali ad ammirarla.

Poi un giorno, si aprirono I cieli e tutti gli uomini che aveva vissuto sulla terra la guardarono rimanendo affascinati e commossi da tale bellezza e molti di loro scesero per ripopolarla, altri invece rimasero lì dove erano.

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