poesia

Cambio

Non corro più con voi
e sono fuori dal coro
per essere con voi
dovrei abbandonare me stesso
ma, non è possibile, è falso, doloroso.
è successo percorrendo
una strada che mi chiamava
e che non avevo mai percorso
esisteva, c’era, è sempre stata.
Io guardo voi è vedo me
mi ricordo di me
ma non sono più io quello che sono stato.
Sono un’altra cosa
non finita, imperfetta, assetata.
solo, spaesato,
metto la maschera
costretto negli stessi meccanismi.
nella gabbia ma fuori.
Vi amo, vorrei aspettarvi,
resto ancora…
da solo in mezzo a voi

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Oltre

Sabbie mobili

Sabbie mobili
e corazze impenetrabile

intorno a me
pulsanti del mio umore

il cielo quieto lo copro completamente
con polveri passate e ragnatele future

l’angoscia mia fa poco rumore
lei spegne
soffoca e sfinisce discretamente,
con eleganza.
dall’altra parte della strada
grida sguaiatamente in un altro cuore

ma è uguale,
solo la rappresentazione è diversa
il caso ricopre le miserie umane
e le essenze migliori
con costruzioni varie.

il bene e il male universali
attraversando noi
esprimono innumerevoli interpretazioni
che giudichiamo e condanniamo

ci muoviamo nella nostra mappa
che sentiamo più sicura del vero territorio

è una bella difesa!

e andare oltre la difesa?

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