poesia

Sentire, ricordi

Ripenso alle mie notti insonni
irrequieto
sconfitto
da tutti e da tutto
con lo sguardo fisso
e con il gelo nel petto.
Ti raccontavo:
do tanto io…
do sempre io…
ma non so se il mio dare serve
e il senso d’inutilità riempiva ogni cosa…
Stringimi forte ti dicevo.
Che dolcezza quel ricordo…
Ora che sono rientrato in quelle notti
e non ho più nulla da abbracciare
resto imbevuto nello stesso spazio vuoto
più consapevole
e più grigio
difendo il mio equilibrio
provo tenerezza per me
per i miei occhi spenti
per quando nego l’elemosina
non per mancanza di bontà,
ma per non dovermi sbottonare la giacca.
Dalla sofferenza mia
spesso,
sento fondersi una parte di me
che ama senza logica
tutto è miele in pochi attimi
le stelle lontane sono intime amiche
Le realtà tra la realtà
preme
mi asfissia
e tutto diventa ricordo
tra il sentire dell’anima.

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