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Il mio papà

Ho gli occhi fissi sul paesaggio
mentre questo treno scorre veloce
sui suoi binari. Penso a mio padre
che mi accudiva da piccolo,
mi lavava, mi asciugava, giocava con me.
Mi teneva la mano se stavo male
vegliando su di me senza mai prendersi un pausa.
Mi trasmetteva la sua passione per il mare,
l’amore per gli animali… poi..,
sono cresciuto e lui ha potuto solo guardarmi da dietro i suoi occhi,
mentre io…, inconsapevole, cercavo un padre…,
scegliendomene molti..,
lui restava immobile, mi guardava…
era arrabbiato con me.
Quando sono cresciuto ed avevo bisogno di parole,
di divieti, di una guida… lui…, il mio papà,
non l’ha potuto fare…
non aveva avuto un papà,
non aveva avuto la scuola,
una guida… non lo sapeva fare…
L’ho vedevo lacrimare per un film,
gioire per il mare…
ma le sue rare parole per me erano astiose, offensive.
Lo capisco solo ora papà.
Ora, non ci diciamo nulla di complicato…
ci accomodiamo nei tuoi argomenti,
condividiamo il tempo,
ti chiedo di cucinare (un’altra tua passione) per me.
Stiamo bene,
ora.

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