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Un testo anonimo

È sera,
è l’ora dopo la cena
quella dei film e degli spettacoli in TV.
Senza dir nulla, con il volto sereno e lo sguardo allegro mi allontano a cercar la mia solitudine
senza destar alcun sospetto
perché, ormai,
per i sentimenti tutti,
la malinconia e il tormento
non c’è spazio
-danno troppa preoccupazione-
scendo in strada
mi siedo su un pezzo piccolo di una panchina come per lasciar spazio a chi potrebbe arrivare a star lì con se stesso.
Ci sono palazzoni intorno a me
luci accese alle finestre
e voci note dai televisori che si intrecciano con altre voci.
Nel cielo la luna è piena
illumina la notte
illumina le mie scarpe
è la stessa che illuminava
dalla nostra finestra
il tuo corpo nudo
che dormiva accanto al mio
due corpi stanchi dai ritmi del coito
dominati da eros
che si destavano dal sonno ad ogni carezza degli abbracci notturni
pelle che sfiora pelle
gli occhi nostri si aprivano, si incontravano a tre centimetri di distanza a commentar contatti, a incitare i piccoli piaceri a diventar grandi, ancora una volta, in ritmi nuovi e lenti, lentissimi, silenziosi, intimi, che ricordo ora, leggendo questo tuo biglietto anonimo che porto sempre con me.

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