poesia

Il mio giardino

Ho letto nei miei libri
che per troppa sofferenza
la mente e la ragione
si trasformano in altro
per sfuggire al dolore.
Io attendo il cambiamento,
per ora mi sembra lieve, lento.
Mi aspettavo un evento repentino,
invece…, solo piccole mosse,
come una mancata manutenzione al mio giardino.
Ecco che spuntano dei rami dalle aiuole, poi,
erbacce e rovi che soffocano i fiori, li nascondono…
e se non intervieni con forza,
tutto, proprio tutto,
diventa un rovo informe che soffocherà tutti i colori.
E da fuori si vedrà solo incuria e bruttura
lì dove c’era un giardino,
dove c’erano i colori che attiravano pettirossi e farfalle.
Chi vedrà ancora un giardino al posto delle spine?
Chi si ricorderà di me se anch’io voglio dimenticarmi di me?
Resterò con i rovi e i topi e i serpenti
che verrano a ripararsi…
tratterrò i rifiuti dei passanti
in attesa del tempo o di un rogo.

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