Breve racconto

Luogo-metafora

Se l’inferno ė un luogo-metafora per descrivere l’agonia mentale e il dolore che si prova in certe condizioni… Beh… Io quel luogo l’ho frequentato per 7anni.
Soltanto alla fine, durante gli ultimi giorni di fuoco ho pensato di scrivere un diario di tutto quello che accadeva. Oggi ho riletto quelle cronache e non so proprio come ho fatto a superare quei momenti. Il dolore era così forte che per sostenerlo mi perdevo in stati di incoscienza dove tutto l’orrore mi attraversava da parte a parte. Vivevo al minimo e tenevo tutto per me, chiuso nel mio petto… per l’imbarazzo di dover spiegare ad altri, che a me, proprio a me, accadeva qualcosa che non era spiegabile. Andavo avanti con un palo conficcato nel cuore in mezzo alle persone. Poi, ho iniziato a dire che avevo dei problemi e qualcuno ha capito qualcosa… Ma non tutto… Era troppo… Era inimmaginabile… Ma quel poco che si capiva mi aiutava ad essere più sereno, condividere mi teneva sano, mi faceva restare in piedi.

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Breve racconto, poesia

Monte San Biagio

Questo paese ha case
sistemate come degli spettatori
le ultime file
sembrano spostarsi
allungare il collo per veder meglio
il passaggio del mio treno
chissà cosa faranno adesso
che siamo passati
andati via.
Mi piacerebbe tornare indietro
e quatto quatto…
all’improvviso…
mettere la testa fuori dalla galleria
per vedere cosa accade
al paese
ed anche
alla mia fantasia.

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Breve racconto

Parole e ascolto

Ho un uomo accanto a me
è malato
mi parla della sua leucemia e della chemio.
È la prima volta che ascolto
di questa malattia in prima persona
da una voce
da occhi umidi e veri.
Ho i brividi mentre lui parla
conosco quest’uomo da sempre
ma questa è la prima volta
che ci parlo
ho saputo da parenti dei suoi drammi
della sua malattia e dell’improvvisa
caduta del figlio
che a 25 anni è sprofondato
nella malattia mentale.
Sapevo,
mi addolorava tutto questo
ma era lontano
non avevo mai condiviso nulla
con quest’uomo
che ha sposato una mia zia
e che incontravo solo in qualche rara cerimonia familiare.
Siamo rimasti soli
seduti su vecchie sedie sgangherate
tra piante di timo, menta e basilico
ho scoperto la sua saggezza
la sua ricchezza di vocaboli
mentre raccontava di se
guardando lontano
si accorgeva di quel che provavo io
e con naturalezza concedeva pause a noi.
Descriveva il suo caos con ordine
tra medicine assassine,
aghi ed il dolore per suo figlio
che nei rari momenti di lucidità confidava al padre di accorgersi di essere diverso.
Tra le parole
la mie mani e la sue mani
raccoglievano foglie profumatissima
che ci scambiavamo per goderne insieme.
Siamo stati interrotti dalla presenza di Lorenzo
che è venuto in mezzo a noi
gli ho passato una fogliolina
che lui ha accettato facendola roteare tra le dita.
In tre, in silenzio,
ognuno è rimasto con il proprio mondo.

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Breve racconto, poesia

In un istante

Il mare immenso e immobile
davanti a me
sotto un cielo meravigliosamente grigio
formatosi improvvisamente
come per aiutarmi a guardar lontano
tra le due linee di mare e di nuvole piatte.
Voli di gabbiani
e tracce d’azzurro
accompagnano sagome di navi in viaggio
mentre qualche singolo raggio di sole
buca il grigio per toccare il mare,
e qui,
proprio accanto a me
ho avuto come la sensazione
che Dio fosse venuto per assaggiare un frutto estivo
guardando quello che guardavo anch’io.
Io non ho guardato nella sua direzione e nemmeno Lui nella mia.
Non è stato necessario.
Io stesso ho avuto la dimensione di ciò che vedevo.

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Breve racconto, poesia, Uncategorized

Immagino a Sud

Ogni sera
in una stazione a sud
vedo uscire da vecchi treni in transito
personaggi strepitosi
come i non protagonisti
dei film di Hayao Miyazaki
che trasportano borse,
pacchi ingombranti
e facce inquietanti
che spariscono in fretta
nelle ore serali
in vite
che ho provato ad immaginare…
saranno padri, madri
di qualche esistenza
che magari sogna come me
che forse ha una grazia semplice
e si veste distrattamente.
La vedo cresciuta accudendo nonni,
lavorando la terra
tornando da scuola
e divorando libri sotto la luce fioca
di una lampadina
dopo la cena.
E con un’amica, una sola
per ridere forte insieme
e rispettare come il pane.
La immagino intensamente
che quasi mi sembra di conoscerla
quella li…
cresciuta con se stessa
attaccata alla vita
guardandola in faccia
in quell’equilibrio stabile
che non si può insegnare.

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Breve racconto, poesia

Chopin e natura

ascolto chopin
ammirando dal mio treno veloce
chilometri di campagna toscana
al culmine di luce
di una meravigliosa giornata d’aprile
tutti i verdi ed i colori bruni si inseguono e si incastrano a brilli d’acqua
e a voli d’uccelli
poi meraviglie in giallo
in bianco
in rosa
a catturare gli occhi miei
che piano piano si chiudono
a mirar la dolcezza infinita
delle note.

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Breve racconto, ora

Intercity notturno

questa notte
ho fatto un viaggio in treno
anzi,
sto scrivendo dal treno;
sono le 04:40am
nella carrozza 9
al posto 36
e qui…
ho due compagni di viaggio:
un ferroviere
che dorme da ore
e una giovane donna straniera
che nonostante la bizzarria
di viaggiare sola in notturna
per pudore non riesce a stendersi
accanto al ferroviere
che occupa due poltrone reclinate
all’inizio del nostro scomparto
lato corridoio
la giovane è nel mezzo
tra il ferroviere steso e me
che resto seduto accanto
al finestrino
stanco pure io
ma non assonnato.
il ferroviere… si scompone…
dormendo invade aree altrui…
allora la ragazza si sposta
davanti a me
assumendo pose strane
per abbandonarsi
nelle braccia di Morfeo.
Mi sposto io…
mi metto al centro
reclino la poltrona dov’ero seduto
per lasciar riposare il sesso gentile
che un poco imbarazzata
accetta volentieri
e si tuffa nella comodità.
io resto vigile a vegliare
i miei sconosciuti
compagni di viaggio
che con la loro presenza
hanno distratto il mio dolore.

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