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Senza Dio

Cammino, cammino e sto sempre piegato contro a sto cazzo e viento, annascunnenn’ a Dio ‘mpiett’.

Con Dio attuorn’ a me,

tutto o juorn’ e tutti e juorn’.

Ca’ croce ‘ngopp’ e spalle e sta certezza certa ca me ha rotto o’ cazzo.

Abbandunass’ tutte e ccose

lasciass’ pure a croce ‘nterra

e ma facess’ a piedi senza Dio.

Pe’ me senti’ libero e schifato

incazzato, chino e collera

me jes’ a vede’ e stelle bianche e chelle nere.

Me voglio senti’ solo e forte

voglio tene’ a forza e a pazienza

me voglio senti’ vuoto e senza colpa

e nun prova’ ammore per niente

e ama’ tutto cos’

solo per me

senza da’ conto a nisciuno

me voglio piglia’ o corpo e tutte e femmene ca me danno o’ permesso

e me voglio piglià tutte e bestemmie ‘nguoll

voglio sta sciolto comm’ n’animale

e fa e conti cu’ mme’

pe’ schiarà st’anema scema

ca’ vive sta vita a luntano

rint’ e vocche e rint’ all’ucchie da gente.

A voglio guardà ‘nfaccia sta vita sfaccimma

co’ fuoco rint’ all’uocchie

padrone e me

senza aspetta’ a nisciuno

con la volontà e cagnà tutti i valori

guardandoli in faccia uno ad uno

tutti e juorn’

Voglio solo capì e non voglio cchiù credere.

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poesia

La competizione

La competizione senza regole

è senza amore

è al sevizio del denaro
non ha tempo per niente
non si accorge di niente
è disumana
è lo sterminio della dignità umana
si veste con un abito moderno
è la “libertà” di chi ha le mani in tasca e alza le spallucce
questa competizione si nutre di schiavi
ma ha un bel nome

e resta spavalda su ogni bandiera

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poesia

Solitudine

adoravo la solitudine
ma non era vero

la cercavo solamente
per sfuggire allo stress
per nascondermi dai ritmi frenetici

anche i momenti d’amore
erano poca cosa
bramando la solitudine

un’anima…
mi dicevo…
ha bisogno
di raccogliersi…

ora lo stress è finito
il telefono non squilla più
voi siete lontani

ci sono solo io
e m’accorgo della solitudine
in mezzo al nulla

c’è tanto spazio
mi perdo
in questa stanza

e capisco di non aver mai capito nulla

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Citazioni

La crisi

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere “Superato”.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e da più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi, è la crisi delle’incompetenza.
L’inconveniente delle persone e delle Nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita.
Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito.
È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lieve brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo, invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Albert Einstein

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poesia

Perso nei pensieri

Ho l’attitudine alla solitudine?
Quanto valgo senza sogni e senza entusiasmo?
Quanto vale la mia preghiera?
Senza soldi in mezzo ai lupi
anche la bellezza di una giornata di sole mi opprime
quel poco di speranza nel cuore
marcisce stancamente
cerco ancora la Parola per rasserenarmi
dividendomi tra il marcio e lo spirito
questa linea netta mi divide
vorrei saltare nella parte buona
per staccarmi dall’angoscia
ma resto sempre diviso
sono sempre solo, da anni,
l’amico più vicino
non mi sopporta più
non ho più argomenti in comune
con nessuno.
Non parlo di me nemmeno con me stesso per non impantanarmi,
sprofondando nel dolore.
Ho lasciato il mio io arrivista,
il mio io che si sacrificava
suscitando ammirazione.
Pensavo di essere rinato
tremando nella Sua Parola
ma ho soltanto scavato un fossato
che mi isola dal mio pazzo mondo insensato.
In questo vortice globale e malato
i miei ingranaggi combaciano
con niente.
Le mie parole muoiono contro infantili imbarazzi
o si spengono incontrando frasi fatte.
Nessuno conosce l’arte di ascoltare.
queste foreste cementate
congelano le esistenze etichettate
in schemi e in azioni inconsapevoli
l’unico segno vitale me lo regala la mia piccola
che scodinzolando mi guarda negli occhi,
mi porta la palla e mi invita a giocare.

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