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Viaggi in macchina da bambini

Seduto sul sedile posteriore della macchina di papà. L’andare è dolce, le risate si intervallano alle conversazioni, ai racconti ed ai momenti di astrazione. La radio suona una di quelle canzoni che tu non conosci; canzone che fa brillare gli occhi ai tuoi genitori che si guardano ed iniziano a cantarla, a seguirne la melodia con la testa e tu ti estranei, appoggi la testa al finestrino e pensi alla vita…,

a quel che sarà di te…, pensieri sconfinati che costruiscono l’essenza di ciò che sei e sarai…

Metti insieme il tuo piccolo bagaglio mentale e sali su pensieri giganti, intimi, leggeri.

Pensi che questo accada a tutti, che è normale, poi però, scopri che non è così; scopri che questa tua leggerezza ed immensità non avviene in altri che erano bimbi quando tu eri bimbo…, allora pensi che sei speciali o che sei fragile, che sei migliore degli altri o peggiore degli altri… tutto si complica…

Ragioni, ti ascolti, comprendi che non sei l’artefice dei tuoi pensieri, che la tua matassa interiore non ha più o meno valore di quella che hanno gli altri. Sai solo che tu hai la tua strada e sei solo e meno sai e più vai avanti in direzioni sempre tortuose e oscure come la notte di San Giovanni della croce.

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