poesia

Giorni

Che vita di merda

fottuto mondo

fottuto me

con la mia maschera gentile

più presentabile di me.

Affondo nel cuscino

nel mio letto sfatto

come un ventre sguaiato

che mi accoglie.

Mi aggrappo alla malinconia

al mio bicchiere pieno di rosso scuro.

Sogno un bel culo

due fianchi stretti

un viso dolce e lascivo

gambe spalancate

da accarezzare distrattamente

qui, accanto a me.

Un gatto annoiato sul tappeto

una TV accesa

e tanta voglia

-che non ho-

per perdermi ancora

dimenticarmi di me

smettere di resistere

scrivendo ancora

per spiegarmi questi giorni

lunghi come anni

lunghi come un’adolescenza senza gioia

intensi di nulla

vuoti e pesanti

bugiardi.

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