poesia

Giorni

Che vita di merda

fottuto mondo

fottuto me

con la mia maschera gentile

più presentabile di me.

Affondo nel cuscino

nel mio letto sfatto

come un ventre sguaiato

che mi accoglie.

Mi aggrappo alla malinconia

al mio bicchiere pieno di rosso scuro.

Sogno un bel culo

due fianchi stretti

un viso dolce e lascivo

gambe spalancate

da accarezzare distrattamente

qui, accanto a me.

Un gatto annoiato sul tappeto

una TV accesa

e tanta voglia

-che non ho-

per perdermi ancora

dimenticarmi di me

smettere di resistere

scrivendo ancora

per spiegarmi questi giorni

lunghi come anni

lunghi come un’adolescenza senza gioia

intensi di nulla

vuoti e pesanti

bugiardi.

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poesia

Elegante

Ero molto deluso
stanco
buio
nero
ero stato tradito
un inferno
nella testa solo immagini
scene, scene, scene,
scene assordanti
scolo bottiglie
tolgo i miei abiti anonimi
mi vesto bene
elegante
per me
per il mio dolore
nel buio di una stanza
illuminata dalle luci di strada
seduto
continuo a bere
sono al limite
ho la testa che pende
dondola
seguendo una musica lenta
sul tavolo una litografia
una donna di Botero
un’altra troia…
arrivi tu
scalza
in silenzio
siedi a terra
mi sfili i pantaloni
io resisto
per un secondo
dondolo ancora
lento
ti sento forte e chiario
mi fermo
guardo
resto dietro ai miei occhi
-perfetto-
mi lascio andare
con le mani stringo forte i tuoi capelli…
dormo

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poesia

L’ora nostra

Luce chiara intorno a me
steso
penso
guardando in su

tu ti sdrai accanto a me
e lasci scoperta la pelle tua

brillano gli occhi tuoi
sul tuo volto
giovanissimo
dove celi appena un po’
la tua intima malizia

io ti sfioro
come un fiore
a pelo d’acqua
che va
dove lo porta la corrente
e che gira e gira
proprio lì
dove gli occhi tuoi
si perdono
e il respiro tuo
si ferma e trema.

Era l’ora tutta nostra
dopo il pranzo
tutti si scordavano di noi
e noi di loro.

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