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Una casa abbandonata

Stamattina mi vien da piangere…, è strano, mi vien da piangere perché mi sono svegliato sereno. Come è arrivata la serenità così arriva la tempesta ed io non controllo le due cose; sono in balia di questi due mondi.

Mi sento come una casa abbandonata in mezzo alla natura, con le porte e le finestre aperte. Certi giorni ci entra il sole, in altri arriva la pioggia.

Animali selvaggi balzano dentro le quattro mura all’improvviso e ansimano, si nascondono, tendono agguati e sbranano prede, combattono tra loro; artigli, zanne e versi bestiali si impregnano negli spazi vuoti.

I lupi ci riposano, i conigli ci fanno nascere i loro cuccioli tra le carcasse divorate negli angoli bui. Profumi di fiori e di pioggia estiva rotolano su tutto insieme ai mulinelli di foglie e polvere. 

Fuori non ci sono cartelli per la vendita di questo rudere. C’è solo un testimone che guarda tutte le scene ed un proprietario che non ha la forza di riassettare.

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