poesia

Pioggia

Sono stanco

esco

vago senza meta

sotto a questa pioggia leggera

scalzo e nudo

mi libero la mente

respiro aria profumata

di estate bagnata

guardo su

in mezzo alla via

in mezzo alla notte

sento gli occhi addosso

dalle finestre di chi non dorme

penseranno che sono pazzo

penseranno che sono come loro

mi irrideranno, mi invidieranno.

Rientro nel mio rifugio

più leggero

l’acqua si è portata via un mondo

che m’imbrigliava

domani sarà un altro giorno

per una nuova maschera.

Io sono stato

ero e sarò in quella pioggia.

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Viaggi in macchina da bambini

Seduto sul sedile posteriore della macchina di papà. L’andare è dolce, le risate si intervallano alle conversazioni, ai racconti ed ai momenti di astrazione. La radio suona una di quelle canzoni che tu non conosci; canzone che fa brillare gli occhi ai tuoi genitori che si guardano ed iniziano a cantarla, a seguirne la melodia con la testa e tu ti estranei, appoggi la testa al finestrino e pensi alla vita…,

a quel che sarà di te…, pensieri sconfinati che costruiscono l’essenza di ciò che sei e sarai…

Metti insieme il tuo piccolo bagaglio mentale e sali su pensieri giganti, intimi, leggeri.

Pensi che questo accada a tutti, che è normale, poi però, scopri che non è così; scopri che questa tua leggerezza ed immensità non avviene in altri che erano bimbi quando tu eri bimbo…, allora pensi che sei speciali o che sei fragile, che sei migliore degli altri o peggiore degli altri… tutto si complica…

Ragioni, ti ascolti, comprendi che non sei l’artefice dei tuoi pensieri, che la tua matassa interiore non ha più o meno valore di quella che hanno gli altri. Sai solo che tu hai la tua strada e sei solo e meno sai e più vai avanti in direzioni sempre tortuose e oscure come la notte di San Giovanni della croce.

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È così…

Vorrei stare a casa e non lavorare più
lavorare per soldi mi aliena
l’ho sempre fatto per amore e passione
adesso è solo stress
non mi sento a mio agio
vorrei fare il lettore di libri magnetici,
vorrei essere scrittore,
oppure gattaro,
vorrei fare:
l’ammiratore di albe e tramonti
l’accarezzatore dei tuoi capelli
l’assaggiatore di vini
il viaggiatore
il sognatore
l’ascoltatore di storie nelle case di buoni amici
l’oste che serve il vino alla tavola di gente che si ama e ride fino alle lacrime.

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poesia, politica

Metà strada

Gridatemi pure dentro

maledetti bastardi

freddi e umidi

come vecchi cancelli abbandonati.

La TV è accesa

i giornali sul tavolo

e le chiacchiere vuote tutto intorno

a saltellare sulle zampe di avvoltoi sgangherati.

Odio il vostro schifo

l’inutilità dei vostri sforzi

l’insensatezza dei vostri giorni

ed odio anche me

che ho appreso molte cose

restando a metà strada

tra voi ed il forse

con un infimo silenzio

sulla mia pelle

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Senza Dio

Cammino, cammino e sto sempre piegato contro a sto cazzo e viento, annascunnenn’ a Dio ‘mpiett’.

Con Dio attuorn’ a me,

tutto o juorn’ e tutti e juorn’.

Ca’ croce ‘ngopp’ e spalle e sta certezza certa ca me ha rotto o’ cazzo.

Abbandunass’ tutte e ccose

lasciass’ pure a croce ‘nterra

e ma facess’ a piedi senza Dio.

Pe’ me senti’ libero e schifato

incazzato, chino e collera

me jes’ a vede’ e stelle bianche e chelle nere.

Me voglio senti’ solo e forte

voglio tene’ a forza e a pazienza

me voglio senti’ vuoto e senza colpa

e nun prova’ ammore per niente

e ama’ tutto cos’

solo per me

senza da’ conto a nisciuno

me voglio piglia’ o corpo e tutte e femmene ca me danno o’ permesso

e me voglio piglià tutte e bestemmie ‘nguoll

voglio sta sciolto comm’ n’animale

e fa e conti cu’ mme’

pe’ schiarà st’anema scema

ca’ vive sta vita a luntano

rint’ e vocche e rint’ all’ucchie da gente.

A voglio guardà ‘nfaccia sta vita sfaccimma

co’ fuoco rint’ all’uocchie

padrone e me

senza aspetta’ a nisciuno

con la volontà e cagnà tutti i valori

guardandoli in faccia uno ad uno

tutti e juorn’

Voglio solo capì e non voglio cchiù credere.

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