poesia

Giorni

Che vita di merda

fottuto mondo

fottuto me

con la mia maschera gentile

più presentabile di me.

Affondo nel cuscino

nel mio letto sfatto

come un ventre sguaiato

che mi accoglie.

Mi aggrappo alla malinconia

al mio bicchiere pieno di rosso scuro.

Sogno un bel culo

due fianchi stretti

un viso dolce e lascivo

gambe spalancate

da accarezzare distrattamente

qui, accanto a me.

Un gatto annoiato sul tappeto

una TV accesa

e tanta voglia

-che non ho-

per perdermi ancora

dimenticarmi di me

smettere di resistere

scrivendo ancora

per spiegarmi questi giorni

lunghi come anni

lunghi come un’adolescenza senza gioia

intensi di nulla

vuoti e pesanti

bugiardi.

Standard
Uncategorized

Una casa abbandonata

Stamattina mi vien da piangere…, è strano, mi vien da piangere perché mi sono svegliato sereno. Come è arrivata la serenità così arriva la tempesta ed io non controllo le due cose; sono in balia di questi due mondi.

Mi sento come una casa abbandonata in mezzo alla natura, con le porte e le finestre aperte. Certi giorni ci entra il sole, in altri arriva la pioggia.

Animali selvaggi balzano dentro le quattro mura all’improvviso e ansimano, si nascondono, tendono agguati e sbranano prede, combattono tra loro; artigli, zanne e versi bestiali si impregnano negli spazi vuoti.

I lupi ci riposano, i conigli ci fanno nascere i loro cuccioli tra le carcasse divorate negli angoli bui. Profumi di fiori e di pioggia estiva rotolano su tutto insieme ai mulinelli di foglie e polvere. 

Fuori non ci sono cartelli per la vendita di questo rudere. C’è solo un testimone che guarda tutte le scene ed un proprietario che non ha la forza di riassettare.

Standard
poesia

Pioggia

Sono stanco

esco

vago senza meta

sotto a questa pioggia leggera

scalzo e nudo

mi libero la mente

respiro aria profumata

di estate bagnata

guardo su

in mezzo alla via

in mezzo alla notte

sento gli occhi addosso

dalle finestre di chi non dorme

penseranno che sono pazzo

penseranno che sono come loro

mi irrideranno, mi invidieranno.

Rientro nel mio rifugio

più leggero

l’acqua si è portata via un mondo

che m’imbrigliava

domani sarà un altro giorno

per una nuova maschera.

Io sono stato

ero e sarò in quella pioggia.

Standard
Uncategorized

Viaggi in macchina da bambini

Seduto sul sedile posteriore della macchina di papà. L’andare è dolce, le risate si intervallano alle conversazioni, ai racconti ed ai momenti di astrazione. La radio suona una di quelle canzoni che tu non conosci; canzone che fa brillare gli occhi ai tuoi genitori che si guardano ed iniziano a cantarla, a seguirne la melodia con la testa e tu ti estranei, appoggi la testa al finestrino e pensi alla vita…,

a quel che sarà di te…, pensieri sconfinati che costruiscono l’essenza di ciò che sei e sarai…

Metti insieme il tuo piccolo bagaglio mentale e sali su pensieri giganti, intimi, leggeri.

Pensi che questo accada a tutti, che è normale, poi però, scopri che non è così; scopri che questa tua leggerezza ed immensità non avviene in altri che erano bimbi quando tu eri bimbo…, allora pensi che sei speciali o che sei fragile, che sei migliore degli altri o peggiore degli altri… tutto si complica…

Ragioni, ti ascolti, comprendi che non sei l’artefice dei tuoi pensieri, che la tua matassa interiore non ha più o meno valore di quella che hanno gli altri. Sai solo che tu hai la tua strada e sei solo e meno sai e più vai avanti in direzioni sempre tortuose e oscure come la notte di San Giovanni della croce.

Standard